ALLA C.A DI
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Dopo l’incontro-riunione del 30 Aprile 2010 presso la sede dell’IDV di Palagianello Ci era sembrato, pregiudiziali a parte, che lo scopo dominante fra i presenti fosse quello di cominciare a trovare la giusta strada affinchè cominciasse la riunificazione del centrosinistra.
Chi era presente alla riunione non rappresentava se stesso, ma bensì era portatore del pensiero della parte della comunità che esprimeva e quindi aveva il dovere di palesare sincerità anche se questa potesse a qualcuno non essere gradita.
Come Partito Democratico eravamo convinti che si stesse cominciando a trasformare la parola “sopportazione” in “unione” , in quanto i presenti hanno sottoscritto in modo verbale un accordo che doveva sostituire alla politica delle ideologie con quella del lavorare insieme.
Quale evento migliore del corteo del I Maggio per sancire la rinascita di un movimento che proprio in quella giornata ha anche affondato le sue radici?
Ma come da copione ormai visto e consumato, abbiamo avuto conferma che a parole si vuole fare molto ma le personali ideologie sono sempre più radicate e lesionistiche.
Se al corteo non si è stati capaci di sfilare insieme, perché sforzarsi di lavorare insieme, perché credere di poter cambiare la realtà?
Come Partito Democratico non possiamo più accettare il comportamento di chi crede di essere un Adone della perfezione politica, noi da tempo questo atteggiamento lo abbiamo rifiutato, bocciato e ci stiamo impegnando affinchè gli errori fatti da una classe politica bocciata dai cittadini non siano ripetuti .
Esiste il bene ed esiste il male e fra questi due estremi che bisogna sempre scegliere.
Siamo fermamente convinti che non serve rinnegare la propria storia, anche perché siamo saldamente collocati a centrosinistra, ma se il nostro passato è solo oggetto di divisioni non si può lavorare in tranquillità.
La politica dovrebbe essere l’arte del lavorare per gli altri, ma negli ultimi anni è stata trasformata nell’arte della banalità ; a cosa serve un intelligenza se poi la stessa la si usa solo per essere considerati degli imbelli in quanto non la si può utilizzare a proprio piacere?
Il Partito Democratico sa perfettamente che deve lavorare tanto per raggiungere alti obbiettivi, ma siamo stanchi di essere i nemici di gente che ha ripetutamente deluso e che riesce a rimanere nel quadro politico locale acquistando sigle politiche al mercatino delle pulci.
Per governare bisogna sostituire e non rattoppare l’attuale classe politica, ma se l’alternativa è quell’insieme di sigle colorite ma insignificanti, ci accorgiamo che le speranze di governare questa comunità sono Vane.
Il gioco vale la candela se la candela stessa si può accendere, altrimenti si resta al buio.
Non si può pensare di essere la nuova classe politica se rappresentiamo delle competenze assolutamente improvvisate e se il lavoro che servirebbe viene sostituito da sterili chiacchiere ed inopportune strategie.
È il momento di finirla di confondere la gente esponendo le proprie sensazioni e convinzioni come se fossero qualcosa di razionale.
In questo momento per fare politica bisogna essere attrattivi per la gente, per essere dei bravi politici dobbiamo dare tutto per la nostra comunità e dobbiamo contrastare e mandare a casa il centrodestra.
In questi ultimi anni la politica del centrosinistra ha solo creato degli idoli che sistematicamente sono stati distrutti; ma chi è più saggio, chi crea degli idoli per poi distruggerli o il vero saggio è chi evita di crearli?
Su questo quesito si è sempre fatta solo demagogia, ma la storia ci insegna che il demagogo che in modo coraggioso abbindola il suo popolo è peggio di qualsiasi tiranno.
Siamo stanchi di dire che per ideale politico bisogna votare il meno peggio, è il momento di cominciare a votare il migliore ed il più rappresentativo per tutti.
Ogni tipo di rapporto bisogna alimentarlo in modo sano e onesto, altrimenti si rischia di deteriorare il rapporto stesso e si trasforma il confronto politico in una vera e propria guerra basata sul raggiro, dimenticando la cosa più importante, che l’avversario non può essere il mio naturale alleato.
In questo momento una parte del centrosinistra, a Palagianello, sembra un impasto eterogeneo, un insieme di dilettanti improponibili come classe dirigente.
Il dovere di una classe politica è quello di confrontarsi con gli orientamenti della maggioranza di tutti i cittadini in quanto è l’unica strada in grado di riavvicinare politica e società in modo da andare incontro alla soluzione dei problemi di tutti.
Presentarsi come una casta di autoreferenzialisti ci colloca in una posizione di naturale svantaggio.
Quello del Partito Democratico sembra un progetto ambizioso, ma l’urgenza della sua realizzazione è tanto immediata che sentiamo il dovere di renderla realmente possibile.
È sbagliato andare avanti come abbiamo fatto finora.
Sappiamo che per governare dobbiamo cambiare, e non possiamo pensare che tanto prima o poi cambieremo, perché rischiamo di non cambiare in tempo.
Salutiamo con un’intuizione di A. Eistein :” non puoi risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha creato il problema stesso”.
Questo significa liberarsi del vecchio modo di pensare, comprese le convinzioni che sembrano forti ma che nessuno ha mai verificato.
Qualcuno ha delle credenze che sono ormai obsolete e questo mina l’unica vera alternativa al centrodestra che si ottiene solo con l’unità.
Palagianello 06 Maggio 2010
la segreteria
venerdì 7 maggio 2010
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